Libri

La freccia del tempo- Martin Amis

La freccia del tempo di Martin Amis gioca con lo scorrere lineare del tempo, ribalta l’ordine cronologico delle cose, ne distrugge la linearità, ostacolando, probabilmente volontariamente, la scorrevolezza della lettura e l’immedesimazione nel protagonista.

La storia è quella della coscienza di un medico nazista che, a partire dal momento della morte del corpo ospitante, osserva, dall’esterno e con un certo distacco, la ricostruzione o meglio la decostruzione della sua vita.

Bastano pochissime pagine per accorgersi che tutto va al contrario. Non si tratta semplicemente di un racconto a ritroso che ripercorre gli eventi principali della vita di Tod T. Friendly dalla morte alla nascita, ma di un vero e proprio riavvolgimento del nastro, ogni parola, ogni azione, ogni dialogo procede dalla fine all’inizio, tutto diventa il contrario di tutto assumendo un nuovo significato, il gesto di curare si trasforma in quello del ferire e uccidere diventa sinonimo di riportar in vita.

La narrazione, proseguendo con la lettura, diventa sempre più straniante e a tratti angosciante. Se il protagonista ci rimane tutto sommato indifferente, adombrato dall’aver commesso un crimine terribile che si percepisce tra le righe fin da subito, il vero centro catalizzatore di fastidio e nervosismo, a mio parere, viene impersonificato dalla sua coscienza ottusa ed incapace di comprendere realmente la natura e il significato delle azioni di Tod (O sarebbe forse meglio dire Odilo?).

Il dubbio che rimane, una volta terminato il rewind, è che non sia stato tutto un tentativo, peraltro inutile e deplorevole, di autogiustificarsi ed assolversi, l’ultimo pentimento di un uomo che, in vita sua, di umano ha dimostrato ben poco.

Un esperimento interessante ed insolito, una lettura che consiglio, che vi costringerà a fare delle piccole pause per riordinare le idee, per mettere a posto i tasselli di un tempo narrativo a cui non siamo abituati e che, in ogni caso, vi lascerà straniti, con nuovi spunti su cui riflettere e soffermarvi.

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