Pensieri

Di assenze, nuove esperienze e tempo.

Sono stati mesi di assenza, mesi che mi sono serviti a riordinare le idee, a capire in che direzione andare (o quantomeno cercare di farlo).

A settembre ho deciso di aprire questo blog (e la sua relativa pagina Instagram) sull’onda della malinconia. Mi ero da poco licenziata dal mio precedente lavoro nella speranza di iniziare a fare esperienza nell’insegnamento tramite Messa A Disposizione, ma le cose si sono rivelate meno automatiche e più complicate del previsto. Reduce da troppe giornate vuote che non avevo preventivato mi sentivo in difetto nei confronti delle persone a me vicine, senza uno scopo e con la disperata necessità di riempire in qualsiasi modo il mio tempo.

A novembre mi hanno chiamata in una scuola elementare per una supplenza di due mesi, è stata un’esperienza totalizzante. Non sono stata in grado di ritagliarmi del tempo per nient’altro che non fosse il lavoro. Non mi riferisco solo al blog e al piacere di dedicare parte delle mie giornate a scrivere e a condividere un po’ di me. Non riuscivo letteralmente a pensare ad altro che non fossero i bambini, le lezioni da preparare, i quaderni da correggere, sentivo il bisogno di riscattare il tempo “perso” e di dimostrare a me stessa e agli altri di aver grinta, passione, senso del dovere. A fine dicembre sulla mia scrivania erano ammucchiati libri dell’università che non avevo più aperto, romanzi lasciati a metà e, da qualche parte, sotto ritagli e cartacce, c’eravamo pure io e il mio tempo libero.

Mi ci è voluto tempo e silenzio per riuscire a riordinare le idee, per fare un bilancio complessivo di questo periodo e, soprattutto, per accettare il fatto di essere nuovamente a casa.

A giochi conclusi posso dire di aver compreso sostanzialmente tre cose fondamentali:

Mi piace insegnare ed educare (da intendere come “Educere”, letteralmente “Tirar fuori” il potenziale di ogni ragazzo nel rispetto dell’indole, dell’emotività e delle passioni individuali) anche se credo, sul lungo periodo, di essere più portata per la scuola secondaria. In futuro, però, dovrò tener presente che mettersi al servizio dei propri alunni non deve corrispondere a dimenticarsi di sè. Coltivare la propria personalità, i propri interessi e concedersi il giusto spazio per “staccare la spina” è fondamentale per poter mantenere la lucidità, la pazienza e la passione che questo lavoro richiede.

Il lavoro dell’insegnante è tosto, ma in questo momento storico più fondamentale che mai. Tanti bambini e ragazzi sono arrabbiati, soli, confusi. Hanno accesso ad informazioni e materiale che non sono in grado di comprendere e che interpretano a modo proprio, presi dalla fretta di diventar grandi e privi del sostegno da parte della famiglia (ma di questo, magari, scriverò più avanti).

C’è un tempo per ogni cosa ed io, forse, è ora che me ne renda conto e che, per una volta, rinunci a bruciare tappe e mi concentri sul terminare l’ultimo anno di università che mi rimane in modo da poter dedicarmi, in futuro, al lavoro che mi piace con la mente libera, senza il peso di un percorso non concluso sulle spalle.

Perchè ho scritto tutto questo? Non lo so, forse perchè non voglio rinunciare a continuare, con la giusta misura, a scrivere e condividere le mie passioni ed i miei pensieri o forse per mettere nero su bianco che ogni tanto bisogna accettare anche i periodi di fermo forzato ed assurmersi la responsabilità dei percorsi iniziati rimettendo mano alla propria lista di priorità.

In ogni caso, a presto.

F.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...