Viaggi

Isola di Gorée

Ho scattato questa foto ad agosto 2019 mentre mi trovavo sull’isola di Gorée, a Dakar. In questi giorni, riguardandola, mi sono resa conto di quanto questa folla ammassata di bagnanti, questi tuffi vestiti, urlati, disordinati siano un simbolo di libertà, di speranza, di ribellione e, se vogliamo dirla tutta, un grande dito medio nei confronti di una storia crudele, di popoli colonizzatori e spietati. In quest’isola, fino al 1848, venivano condotti, da tutto il continente africano, uomini, donne e bambini privati della loro umanità, resi animali, oggetti, schiavi pronti per essere venduti e barattati. Qui i prigionieri rimanevano segregati per settimane in condizioni terribili fino a quando arrivava il momento di salutare per sempre la propria terra, di attraversare la porta degli schiavi per imbarcarsi su un veliero diretto in occidente. Da quel mare ci uscivi solo da morto. Qualcuno tentava di fuggire, si gettava in acqua annaspando, cercando di nuotare veloce, più veloce. Ad aspettarlo, però, c’erano colpi di fucile o una mano pronta a rimetterlo a bordo per poi scaraventarlo di nuovo in acqua e trasformarlo in cibo per squali.

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