Pensieri

Storie di gusti che cambiano

Questa storia inizia con me, mio papà e mio fratello intorno ad un tavolo apparecchiato per cena. Era una sera un po’ speciale, una di quelle che profumano di strappo alla regola, avanzi e piatti freddi. Mia mamma non c’era, forse era andata a mangiare una pizza con le sue amiche, ad una riunione o chissà che altro. “AL CONTADINO NON FAR SAPERE QUANTO È BUONO IL FORMAGGIO CON LE PERE”, mi ha detto mio papà mettendomi nel piatto un pezzo di pera con il formaggio e ponendo fine al mio rapporto con questo frutto per almeno una decina di anni. Ho ricominciato a mangiare pere l’anno scorso, da un giorno all’altro (e non solo nelle torte al cioccolato!).Perché vi racconto questo aneddoto? Perché è una piccola prova del fatto che si cambia, anche all’improvviso(o forse no, ma spesso non ci si accorge di ciò che scorre piano sotto la superficie e ci si sorprende solo a processo concluso).I nostri gusti cambiano, le nostre emozioni, i nostri sentimenti e persino le nostre posizioni sul e nel mondo e, probabilmente, il centro di gravità permanente non lo troveremo mai.Una mattina, dopo aver sostenuto per anni di odiare le pere, vi alzerete e scoprirete che sono uno dei vostri frutti preferiti e dovrete trovare il modo di spiegarlo a tutte le vittime dei vostri anni di battaglia. Non sempre è facile affrontare il cambiamento, soprattutto se riguarda parti fondamentali di noi (e no, ovviamente le pere non lo sono, ma è per farvi capire). No, non è per niente facile. Però è necessario. Dobbiamo imparare ad ascoltarci, accettarci, dobbiamo darci la possibilità di ri-conoscerci, avere la capacità di ri-raccontarci e, soprattutto, di reinventarci. Abbiamo un enorme potere, se ci pensate bene. Siamo i narratori della nostra storia, possiamo cambiarne l’intreccio, modificarla, adattarla, eliminare personaggi e stravolgerne lo svolgimento. Il trucco sta nel prendere il nuovo e nell’integrarlo con creatività, fantasia e anche un po’ di furbizia (perché no?) nel vecchio. Il rischio, altrimenti, è quello di ritrovarsi a pezzetti, divisi in compartimenti stagni impossibili da far combaciare ed in contraddizione tra loro. E questo si che è pericoloso.

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