Pensieri

Lettera d’amore a Parigi

-Sai, quando tutto questo sarà finito tornerò a Parigi.

-A Parigi? E perché?

-Perché a Parigi tutto è più grande, più vivo, anche i battiti del cuore diventano più forti. Già ci vedo. Sento nelle gambe passi infiniti lungo viali interminabili e nelle narici profumo di burro e baguette, quello che riempie le strade alle prime luci. Chiudi gli occhi, presto. Tendi le orecchie, ascolta le mie lamentele dopo sei ore a gironzolare per il Louvre e la voce di Rino Gaetano che ci accompagna mentre percorriamo la riva della Senna “Dans le bateau…mouche”. La senti sulla pelle la magia della scoperta? Il sentirsi piccoli davanti all’Arc de Triomphe, o sulla cima della Tour Eiffel? Lo senti nel petto il fiatone mentre saliamo le scale che portano a Sacré-Cœur e la gioia che pizzica gli occhi osservando gli artisti che affollano le strade di Montmartre? Ti senti sussurrare a bassa voce “Certo che Parigi è cara…” e ti vedi cercare ristorantini nascosti nelle viette secondarie che possano accontentare la nostra pancia e le nostre tasche? Li vedi i gatti, sui tetti? La casa di Victor Hugo, le Champs Elysees, il Pantheon con il pendolo di Foucault che ci ricorda che la Terra gira? La senti la tristezza davanti ad una Notre Dame che non è più la stessa? Forza. Stringi la mia mano. Continuiamo a passeggiare insieme, come abbiamo sempre fatto, alla luce di una Parigi addormentata che, presto, si risveglierà lasciando a tutti una gran fame di meraviglia e stupore.

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