Libri

Letture per la Resistenza

Venticinque aprile, festa della Liberazione Nazionale e anniversario della Resistenza.

Ma che cosa è stata la Resistenza?

Guerra di liberazione dallo straniero, guerra civile, guerra sociale, lotta di classe. Un evento storico complesso, dai contorni sfumati, che non può certamente essere ridotto a monodia e a semplice esaltazione epica di un fenomeno autoreferenziale.

Il mio consiglio è quello di non limitarsi a sfogliare libri di storia, ma di prestare orecchio alle voci che hanno vissuto in prima persona la Resistenza. Solo in questo modo, infatti, ci si può veramente rendere conto della diversità che caratterizza i protagonisti, i luoghi, le motivazioni e le emozioni che l’hanno animata.

Ecco qualche consiglio di lettura.

Racconti della Resistenza, a cura di Gabriele Pedullà.

Un’antologia di racconti che riunisce alcuni degli intellettuali più importanti che hanno partecipato, direttamente o indirettamente, alla Resistenza. Prendendo in prestito una frase di Italo Calvino, utilizzata in un altro contesto, “Un libro nato anonimamente dal clima generale di un’epoca”. I testi sono suddivisi per area geografica, ma a emergere è soprattutto la diversità con cui gli autori si esprimono e ricordano. Ci sono gli scrittori dell’Io che interpretano la Resistenza come un rito di passaggio, una tappa di formazione necessaria per accedere all’età adulta, gli scrittori del Noi per cui la Resistenza è la scoperta del gruppo, del senso di appartenenza, la necessità di riconoscersi in un cambiamento più vasto e, infine, ci sono gli scrittori del Loro, ossessionati dal rapporto con i morti e dal senso di colpa dell’essere sopravvissuti. Molti sono i temi che emergono dalla lettura di questa raccolta, la differenza tra partigiani comunisti e partigiani badogliani, tra uomini e donne, tra gruppi cittadini e di montagna, tra chi combatte lo straniero e chi, invece, lotta contro il proprio fratello.  

I racconti che ho preferito sono, senza dubbio, Paura sul sentiero di Italo Calvino, I ventitre giorni della città di Alba, Un altro muro, Golia di Beppe Fenoglio e l’attentato di Romano Bilenchi.

Che autori troverete in questa antologia?

Romano Bilenchi, Italo Calvino, Giorgio Caproni, Beppe Fenoglio, Franco Fortini, Ada Gobetti, Primo Levi, Alberto Moravia, Cesare Pavese, Vasco Pratolini, Mario Rigoni Stern, Marcello Venturi, Renata Viganò, Elio Vittorini, Andrea Zanzotto.

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Il sentiero dei nidi di ragno, Italo Calvino

Il Sentiero dei nidi di ragno racconta la Resistenza attraverso gli occhi di Pin, un “bambino vecchio”, tutto scherni, parolacce e dispetti che ha perso il gusto dell’infanzia e la capacità di giocare serenamente ed è alla costante ricerca di accettazione, di un amico, di un adulto che si prenda cura di lui, che lo capisca e che non lo consideri solamente il fratello della Nera del carruggio, prostituta dei tedeschi. Sarà proprio questa costante frustrazione del piccolo protagonista, questo disperato tentativo di trovare il proprio posto nel mondo a fare da motore all’azione e a far immergere il lettore nella realtà della lotta partigiana. Si tratta quasi di una contro narrazione, la guerra, infatti, prende una forma diversa rispetto a quella che tutti conosciamo. In questa storia non ci sono eroi e grandi azioni, ma parole misteriose ed incomprensibili percepite da orecchie bambine, uomini, spesso meschini, crudeli e incapaci di idee rivoluzionarie, che nonostante questo continuano a combattere. Perché lo fanno? Per rispondere prendo in prestito le parole di Kim, un personaggio che incontrerete tra le pagine di questo romanzo: “Perché combattono allora? Non hanno nessuna patria, né vera né inventata. Eppure tu sai che c’è coraggio, che c’è furore in loro. È l’offesa della loro vita, il buio della loro strada, il suicidio della loro casa, le parole oscene imparate fin da bambini, la fatica di dover essere cattivi. E basta un nulla, un passo falso, un impennamento dell’anima e ci si trova dall’altra parte”. La penna di Calvino è fiabesca e ogni parola è esattamente nel posto in cui dovrebbe essere, a far da padrona è l’ambiguità, bontà e miseria, amore e odio, saggezza ed ingenuità sono compresenti nell’animo umano e in tutte le cose del mondo.

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I racconti e Una questione privata di Beppe Fenoglio

Beppe Fenoglio è sicuramente uno dei più grandi narratori della resistenza italiana nonostante, in vita, la sua attività di scrittore si sia scontrata con vicende editoriali complesse e poco gratificanti. La sua scrittura, completamente differente rispetto a quella dello “Scoiattolo delle penna” Italo Calvino, è icastica, secca, ironica, essenziale, ma, allo stesso tempo, estremamente evocativa, incalzante e intensa. Dalla sua penna emergono tutte le complessità, le contraddizioni e le sfaccettature della guerra civile.

Avremo sicuramente modo di approfondire questo autore in uno dei prossimi articoli.

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Se siete alla ricerca, invece, di un saggio che vi dia un inquadramento e una presentazione a 360 gradi della Resistenza in Italia vi consiglio di leggere Storia della resistenza in Italia di Santo Peli, una sintesi accurata  e non retorica di questa fondamentale pagina della nostro passato (e presente) e del contesto storico sociale in cui si è inserita.

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Francesca.

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