Libri

Dracula, Bram Stoker

Cosa scrivere su Dracula di Bram Stoker? Potrei cominciare in mille modi diversi, ad esempio…  “Ci sono due inglesi, un americano e un olandese…”

La verità è che questo libro è rimasto per anni sulla mia libreria, depositato nel reparto classici e ignorato senza alcuna pietà perché, si sa, tutti conosciamo la storia del Conte Dracula. Beh, se non avete mai letto il romanzo, penso che questo sia vero solo in parte, o almeno, per me, è stato così. Quel che mi sembrava di sapere non era altro che l’insieme di riferimenti, parodie, riprese, rifacimenti entrati ormai a far parte dell’immaginario e del retroterra culturale di tutti noi. Non ci sono dubbi, infatti, su chi sia il vampiro più famoso e aristocratico della Transilvania, ispirato alla figura del principe romeno Vlad III, “L’impalatore, colui che non muore, il morte vivente”. E, se c’è qualcuno che dobbiamo ringraziare per la nostra ormai connaturata capacità di riconoscerlo e armarci, senza esitazioni, di paletti di legno, ostie, crocifissi e corone d’aglio è proprio Bram Stoker.

È un classico che merita di essere letto semplicemente per il fenomeno cult che è stato e che continua a essere, anche se, indubbiamente, rimane un romanzo gotico di fine 800, con alcuni aspetti stilistici e tematici che potrebbero forse rallentarne la lettura. Il gioco letterario che Stoker mette in atto è quello della scrittura diaristica, il lettore viene a conoscenza degli eventi poco per volta, attraverso la penna, gli appunti, gli scambi di lettere dei protagonisti. La scoperta della verità avviene a piccoli passi e si costruisce sull’incastro e l’intreccio di diversi punti di vista, di osservazioni scritte e riscritte da molteplici dita, di intuizioni che, spesso, vengono ignorate dai nostri impavidi eroi, coraggiosi, certo, ma anche distratti, ingenui e un po’ superficiali. Insomma, quattro uomini tutti d’un pezzo che, per dirla tutta, in fin dei conti vengono guidati verso il successo dall’arguzia e dalle intuizioni di Mina Murray, inizialmente esclusa dal vivo delle indagini e delle ricerche perché, anche se amatissima e intelligentissima, pur sempre donna, creatura cagionevole, sensibile, soggetta a sentimentalismi.

E brava Mina!

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