Libri

Leggere (e guardare film) per riflettere su razzismo, pregiudizio e discriminazione.

Qualche giorno fa, su Instagram, mi avete chiesto di scrivere un articolo su libri da leggere per riflettere sul tema del razzismo. Ho preparato una lista di saggi, libri che non ho ancora letto, ma che ho inserito nella mia wishlist, film e serie tv.

Ecco qui!

Saggi storico- filosofici

Più scorrevoli:

Le cacce all’uomo, Gregoire Chamayou

“Caccia agli schiavi fuggitivi, ai pellerossa, ai neri; caccia ai poveri, agli esiliati, agli ebrei, ai migranti, ai Rom: la storia delle cacce all’uomo rappresenta un filo rosso nella lunga vicenda della violenza dei dominanti, che le cronache contemporanee non cessano di metterci sotto gli occhi. Chamayou ci offre una straordinaria documentazione e un punto di vista assolutamente inesplorato. La caccia ha bisogno di tracciare delle linee di demarcazione tra gli esseri umani per sapere chi può essere cacciato e chi no. Alle prede non si rifiuta l’appartenenza alla specie umana: semplicemente, non è la stessa forma di umanità. Ma la relazione che si stabilisce nella caccia non è mai al riparo da un rovesciamento della situazione, laddove le prede, organizzandosi, possono diventare a loro volta cacciatori. La caccia all’uomo risale alla notte dei tempi, ma è con l’espansione del capitalismo che si razionalizza e raggiunge dimensioni mai viste prima. Basti pensare alla gigantesca caccia ai poveri che ha accompagnato la formazione del lavoro salariato.”

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Le cacce all’uomo

Cittadinanze postcoloniali, Miguel Mellino

“Il volume si fonda su una tesi provocatoria: nonostante la sconfitta del nazismo, il successo dei movimenti di decolonizzazione e la definitiva delegittimazione scientifica della nozione coloniale di razza, sia l’Europa che l’Italia sono ancora alle prese con gli effetti simbolici, psicologici e materiali della sua secolare e tragica storia. La nozione di cittadinanze postcoloniali viene proposta proprio per sottolineare la conformazione all’interno del territorio europeo di uno spazio politico e giuridico disomogeneo. Cittadinanze postcoloniali sta quindi a indicare l’infiltrazione negli spazi metropolitani di una gerarchizzazione della cittadinanza simile alla vecchia distinzione coloniale tra cittadino e suddito. Ma viceversa si parla di cittadinanze postcoloniali anche nel senso che sono i migranti stessi a sancire con le loro pratiche quotidiane di resistenza – violando confini imposti e continuamente ridisegnati e insorgendo contro le strutture del regime globale di controllo delle migrazioni – un superamento di questo stesso modello (post)coloniale di gestione delle cittadinanze. L’assunto fondamentale del testo è dunque che sia l’eredità coloniale sia l’idea di razza continuano a plasmare tuttora la costituzione materiale tanto del capitalismo globale quanto dello spazio sociale e politico europeo.”

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Cittadinanze postcoloniali. Appartenenze, razza e razzismo in Europa e in Italia

Necropolitica, Achille Mbembe

“L’assunto di questo saggio è che l’espressione ultima della sovranità consista, in larga misura, nel potere e nella capacità di decidere chi può vivere e chi deve morire”. Dalla deumanizzazione del destino degli schiavi all’abominio dei campi di sterminio, dalle colonie africane – luogo per eccellenza del dominio razziale e modello del genocidio ebraico – alla colonia di oggi: i Territori Occupati. Fondando la sua riflessione su Arendt, Agamben, Bataille, Foucault, Gilroy e altri autori ancora, Mbembe traccia la genealogia dei poteri di morte: figura emblematica della modernità, della sua razionalità e della nozione di sovranità, che in essi esprime forse la sua essenza più cupa. Oggi le necropolitiche conoscono infinite metamorfosi e proliferano in un orizzonte dominato dalle guerre infinite nel Medio Oriente, dalle nuove tecnologie della morte e dallo spettro del terrorismo. Pensare a come uscire dalla notte di un mondo avvelenato dall’inimicizia: questo il lavoro instancabile che Achille Mbembe persegue da anni e di cui Necropolitica è una tappa fondamentale.”

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Necropolitica

Più impegnativi (per lunghezza o stile di scrittura):

Razzismi. Dalle crociate al XX secolo, Francisco Bethencourt

“Il libro indaga le forme che il razzismo – inteso come pregiudizio concernente l’origine etnica dei popoli con relative politiche discriminatorie – ha assunto nel corso della storia occidentale, dal Medioevo a oggi. Per l’autore il razzismo è un fenomeno relazionale, ossia il risultato di circostanze economiche o politiche specifiche. Nella storia europea vi sono tre svolte importanti: il momento delle crociate, di cui è un risvolto la discriminazione religiosa moderna dopo il Cinquecento, il momento delle scoperte geografiche e della mappatura delle civiltà, e il momento della costruzione delle società coloniali con le loro gerarchie, cui fa seguito il razzismo contemporaneo.”

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Razzismi. Dalle crociate al XX secolo

Le origini del totalitarismo, Hannah Arendt

“Le origini del totalitarismo” (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell’epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell’etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione “innovativa”. Lungi dal presentare una struttura monolitica, l’apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l’apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.”

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Le origini del totalitarismo

Bisogna difendere la società, Michel Foucault

“Sotto la direzione di Ewald e Fontana, una équipe composta da Bertani, Gros, Lagrange, Marchetti e Senellart sta procedendo alla trascrizione dei tredici corsi tenuti da Foucault al Collège de France. Queste lezioni rappresentano una sorta di laboratorio in cui Foucault sperimentava idee e ipotesi di ricerca, solo parzialmente riprese nei libri. In questo corso, in particolare, Foucault esamina in che modo la guerra, nei suoi diversi aspetti, sia stata utilizzata come uno strumento di analisi della storia e dei rapporti sociali, individuando nella guerra delle razze e nell’emergere del razzismo di stato uno schema d’intelligibiltà della nostra modernità storico-politica.”

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Bisogna difendere la società

Saggi di psicologia (interessanti per comprendere come si sviluppano pregiudizi e discriminazioni e i processi mentali che ne sono all’origine):

Il pregiudizio, cos’è e come si riduce

“La necessità di comprendere cosa sia il pregiudizio e come sia possibile ridurlo è di cruciale importanza per promuovere una convivenza pacifica e armoniosa tra persone appartenenti a culture, etnie, religioni e gruppi sociali diversi. Il volume affronta queste tematiche illustrando i principali modelli teorici e i contributi di ricerca proposti nell’ambito della più recente psicologia sociale. Dopo un’introduzione che delinea le caratteristiche del fenomeno, le sue basi cognitive e motivazionali, le diverse forme che può assumere e le conseguenze per chi ne è vittima, viene presentata un’approfondita e articolata analisi delle diverse strategie per ridurre i pregiudizi e le discriminazioni fra gruppi. In particolare, vengono descritti gli effetti positivi dell’empatia sperimentata nei confronti di persone appartenenti a gruppi estranei e le strategie che agiscono direttamente sul processo di ‘categorizzazione’, considerato la radice principale dei fenomeni pregiudiziali. L’attualità e la rilevanza del tema trattato, unite alla semplicità e alla chiarezza dell’esposizione, configurano questo libro come uno strumento conoscitivo utile non solo in ambito universitario ma anche per i professionisti che lavorano in realtà caratterizzate da conflitti e tensioni sociali.”

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Il pregiudizio. Che cosa è, come si riduce

Deumanizzazione, come si legittima la violenza, Chiara Volpato

“Nella storia della nostra specie deumanizzare serve a pensare l’altro essere umano incompleto, animale, oggetto. Serve a compiere su di lui azioni inaccettabili in un contesto normale”. Chiara Volpato indaga gli atteggiamenti, i comportamenti e le pratiche sociali che, in maniera aperta e violenta, oppure sottile e subdola, escludono l’altro – l’oppositore, il nemico, il diverso – dalla specie umana.”

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Deumanizzazione. Come si legittima la violenza

Romanzi:

Letti

Il buio oltre la siepe

Wishlist (cliccando sul titolo verrete indirizzati alla pagina amazon)

I ragazzi della Nickel
La frontiera
Il diritto di opporsi. Una storia di giustizia e redenzione
Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari

Film e serie tv

Malcom X

12 anni schiavo

The Help

Selma, la strada per la libertà

Hotel Rwanda

American History X

Gran Torino

The Butler

Django

Green Book

When they see us (Netflix)







Spero di essere stata utile!

F.

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